Musicista, autore, uomo in ascolto.
Figlio d'arte, batterista da una vita, scrittore per necessità interiore. Due linguaggi — la musica e la parola — che per me sono diventati una sola forma di ascolto.

Sono nato a Roma il 6 settembre 1960, figlio d'arte, cresciuto in una famiglia di cineasti. La musica è sempre stata la mia lingua madre: fin da bambino trascorrevo giornate intere con strumenti giocattolo, mosso da una passione che non sapevo ancora definire.
Nel 1972 ho iniziato a suonare la chitarra, e due anni più tardi la batteria, che è diventata la mia professione. Ho lavorato per anni come musicista professionista al fianco di importanti cantanti italiani ed esteri.
Poi è arrivata la scrittura. È nata dentro, lentamente, attraverso episodi di dolore e di sensibilizzazione che hanno maturato in me un'indole comunicativa e poetica. Circostanze drammatiche — come la morte del mio primogenito nel 1986 — hanno formato e plasmato il mio carattere, acuendo quella sensibilità che nasce dal confrontarsi con un raro travaglio interiore.
Alcuni dei miei versi sono stati fonte ispiratrice e citazione in alcune omelie del sacerdote e teologo Padre Ermes Ronchi, e successivamente inseriti in uno dei suoi libri.
Nei miei scritti cerco di toccare le sfere più alte della spiritualità e l'insondabile profondità dell'animo umano. Mi muove un amore profondo per tutto ciò che riguarda l'uomo in senso antropologico.
Mi dichiaro cristiano attivo e credente, senza attribuirmi etichette di sorta.
Una breve cronologia.
- 1960
Nasce a Roma il 6 settembre, in una famiglia di cineasti. Figlio d'arte, cresce immerso nell'arte e nella musica.
- 1972
Inizia a suonare la chitarra: la musica diventa il suo primo linguaggio.
- 1974
Comincia a studiare e suonare la batteria, che diventerà la sua professione.
- 1986
La morte del suo primogenito segna profondamente la sua vita e ne plasma la sensibilità.
- Anni successivi
Lavora come batterista professionista al fianco di importanti cantanti italiani ed esteri.
- Oggi
Alcuni dei suoi versi sono stati ispirazione e citazione per le omelie di Padre Ermes Ronchi, poi inseriti in un suo libro.