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12 Marzo 2026·Riflessioni·6 min di lettura

Il coraggio di restare

Ce ne andiamo da tutto: dai luoghi, dalle persone, da noi stessi. Eppure restare è l'atto più rivoluzionario che ci sia rimasto.

C'è una parola che abbiamo dimenticato. Una parola lenta, scomoda, che non si vende e non si posta. La parola è: restare.

Restare quando vorremmo scappare. Restare nelle conversazioni difficili, nei silenzi della sera, nelle domande senza risposta. Restare in noi stessi, soprattutto, quando dentro tira un vento contrario.

Non parlo di rassegnazione. Parlo di radici. Le radici non sono immobili: lavorano nel buio, cercano l'acqua, sostengono ciò che la luce illumina. Restare è un lavoro invisibile, ma è ciò che permette a tutto il resto di esistere.

Forse il coraggio non è andare lontano. Forse il coraggio è tornare ogni giorno allo stesso posto interiore e dire: sono qui. Ancora. Di nuovo.

— Ferruccio Parrinello